Oggi facciamo un viaggio nel cuore degli anni ’20, periodo in cui il Carnevale di Viareggio si consolida come una delle più importanti manifestazioni popolari d’Italia. Scopriamo insieme l’evoluzione di questa tradizione attraverso le stereoscopie, oggetti tanto affascinanti quanto delicati, forieri degli attuali visori 3D.
Siamo agli esordi del fascismo in Italia. In questo periodo il Carnevale di Viareggio assume una connotazione satirica pungente e ironica seppur in forme moderate per via del regime. Fil rouge dei carri rimane sempre l’ironia e i maestri cartapestai la dimostrarono sperimentando e mettendo in campo forme e dimensioni sempre più audaci. Le rappresentazioni dei carri allegorici spaziano dai personaggi politici fino a temi universali come la guerra e la libertà. Il Carnevale di quegli anni fu accolto da una sempre più crescente e coinvolgente partecipazione della cittadinanza viareggina.
Oggi, il Carnevale di Viareggio rimane un evento culturale di altissimo rilievo nel panorama folcloristico italiano, capace di attrarre curiosi e appassionati da tutto il mondo. Il successo del Carnevale è anche merito della Fondazione Carnevale di Viareggio che si occupa della conservazione e della valorizzazione dei beni materiali e immateriali di questa tradizione. Tra questi, troviamo le fotografie.
Infatti, quegli anni sopravvivono al tempo grazie a Guido Zeppini, uno dei fotografi più importanti del periodo, che ha immortalato con il suo obiettivo le prime grandiose parate. Le sue fotografie ci permettono di rivivere l’atmosfera unica di quelle edizioni, catturando l’arte dei carri e le espressioni di una vivace Viareggio in trasformazione.
Nel contesto della valorizzazione e conservazione del prezioso fondo fotografico Guido Zeppini, Centrica ha curato la digitalizzazione in altissima risoluzione delle 210 lastre stereoscopiche, permettendo la conservazione digitale di uno degli archivi visivi più significativi del Carnevale di Viareggio.
Parallelamente al lavoro di digitalizzazione, Eugenia Di Rocco, esperta in restauro di materiali fotografici, ha svolto un importante lavoro di ricondizionamento e restauro delle lastre originali
Eugenia ci racconta:
“Le stereoscopie sono oggetti molto curiosi, costituiti da due immagini fotografiche apparentemente uguali disposte su un unico supporto, che osservate attraverso un visore munito di lenti o specchi riflettenti, permettono la ricostruzione in tre dimensioni della scena ripresa. Questo è possibile perché l’apparecchio che le produce è munito di due obiettivi posti ad una distanza simile a quella degli occhi umani e che riprendono, nello stesso istante, immagini da due punti di vista leggermente differenti.
Il Fondo Zeppini è costituito da 210 fotografie stereoscopiche in bianco e nero su lastra di vetro, sia positive con emulsioni alla gelatina cloro-bromuro d’argento che negative con emulsione alla gelatina bromuro d’argento.
A causa delle precarie condizioni conservative e alla manipolazione subita nel tempo, le lastre presentavano danni di natura chimica, fisica e biologica. Depositi solidi coerenti e incoerenti, residui di calcare e patine erano presenti sulla superficie di tutte le lastre; al contempo molte immagini presentavano specchio d’argento, ingiallimento del legante e impronte digitali oltre a tracce di fioriture fungine, piccole lacune, graffi, incrinature del vetro.
L’intervento di restauro ha avuto lo scopo di ristabilire le condizioni di lettura ottimale delle immagini ed eliminare ogni possibile causa di ulteriore degrado. La pulitura è stata eseguita con pennelli a setole morbide e panni in microfibra utilizzati a secco o imbevuti con soluzione idroalcolica. In presenza di decoesioni e sollevamenti dell’immagine o incrinature del supporto, gli interventi di consolidamento, effettuati con adesivi e metodi compatibili e reversibili, hanno ripristinato la stabilità strutturale mentre, laddove sono state riscontrate tracce biologiche, sono stati applicati trattamenti disinfettanti.
Le lastre restaurate sono state quindi inserite in buste a quattro falde, sulle quali è stato apposto il numero di inventario, e collocate verticalmente in scatole realizzate su misura con materiali certificati per la conservazione a lungo termine”.
Questo progetto rappresenta un interessante caso-studio del lavoro sinergico di tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale del Carnevale di Viareggio.


